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Lavori in casa: addio allo sconto in fattura?

Lo sconto in fattura ha avuto un impatto negativo su piccole e mini imprese; la nuova Legge di Bilancio rivede quanto stabilito.

Cos’è lo sconto in fattura?

Con l’art. 10 del Decreto Crescita (Dl 34/2019) è stata prevista una nuova modalità di fruizione dell’Ecobonus e del Sisma Bonus, che consiste nel riconoscimento di uno sconto immediato, in misura corrispondente alla detrazione fiscale che spetta a chi commissiona lavori su un immobile di proprietà, applicato dall’impresa appaltatrice sul corrispettivo ad essa dovuto.

In pratica dal 1° luglio 2019 il contribuente può convertire in sconto in fattura le detrazioni per i lavori di riduzione del rischio sismico e di efficientamento energetico.

La somma scontata resta a carico del fornitore, che la recupera sotto forma di credito di imposta in 5 anni (oppure cede a sua volta il credito ai propri fornitori di beni e servizi).

In questo modo il contribuente non deve attendere 10 anni (5 per il Sisma Bonus) per recuperare completamente lo sconto Irpef previsto dall’incentivo.

Purtroppo, come abbiamo visto in modo più approfondito nel nostro articolo “Sconto immediato e cessione del credito: quali sono le novità per chi ristruttura?”, si tratta di un sistema di incentivazione fiscale che, per quanto particolarmente appetibile per la domanda, di fatto va a vantaggio esclusivamente delle imprese di grandi dimensioni in grado di praticare gli sconti corrispondenti alle detrazioni fiscali ai propri clienti.

Le piccole aziende invece non hanno la capienza fiscale necessaria per compensare i crediti d’imposta acquisiti e rischiano perciò di rimanere schiacciate dai grandi fornitori; per questo motivo l’articolo 10 ha suscitato la forte protesta degli artigiani, delle industrie e delle associazioni.

Nato con l’obiettivo di aumentare il numero degli acquisti e degli investimenti, lo sconto in fattura non ha sortito l’effetto sperato.

Alla luce del risultato negativo che ha avuto su piccole e mini imprese, il Governo ha capito l’importanza di rivedere quanto stabilito nel Decreto; per questo motivo, la nuova legge di Bilancio ha apportato dei cambiamenti sostanziali.

Infatti la possibilità di ottenere uno sconto diretto in fattura pari alla detrazione ha subìto una drastica riduzione: dal 1° gennaio 2020 deve riguardare i lavori di «ristrutturazione importante di primo livello» (le riqualificazioni energetiche indicate nel Dm Sviluppo del 26 giugno 2015) di almeno 200mila euro e soltanto sulle parti comuni degli edifici in condominio. Quindi non se ne può usufruire per i soli lavori antisismici, né per lavori che interessano le singole unità immobiliari.

Per chi invece vuole avvalersi delle detrazioni in formula classica, ovvero portando in detrazione le spese tramite Modello 730 o Modello redditi (ex Unico) non ci sono problemi, dato che il Governo ha prorogato il pacchetto dei Bonus Casa con percentuali di sconto, modalità di erogazione e tetto massimo di spesa immutati rispetto al 2019.

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